Anche William Kentridge si ricorda dei migranti. Ma almeno è Kentridge

“Mi sono venuti incontro i fantasmi e le storie degli operai che, prima della Seconda guerra mondiale, arrivavano dal sud Italia per lavorare nelle fabbriche […]. Quindi l’idea centrale della mia opera è il rapporto, così importante nella storia italiana, tra emigrazione e lavoro”. ¹

Dopo il fregio-sfregio sul lungotevere romano (esponi un’opera d’arte al pubblico per un tempo indeterminato ed essa subirà l’azione degli agenti atmosferici e degli agenti provocatori altrimenti detti vandali) e dopo Napoli e dopo Roma, WIlliam Kentridge torna nel Belpaese con l’installazione Processione. I Riparazionisti nelle ciclopiche vestigia di architettura industriale (più di trentamila metri quadri) di Officine Grandi Riparazioni di Torino: inaugurazione il 30 settembre, con la nascita di un nuovo centro del contemporaneo via Fondazione Crt.

emanuele beluffi, la versione di beluffi
William Kentridge, Processione. I Riparazionisti (dettaglio), Officine Grandi Riparazioni, Torino, fonte repubblica.it

Io per ora mi accontento di leggere la notizia su Repubblica in uno dei  miei bar preferiti sorseggiando il caffè una mattina di agosto declinante e al di là della potentissima Carolyn Christov-Bakargiev che l’ha invitato ad esporre nella “città magica”, penso alle dichiarazioni di questo grande artista,  nato a Johannesburg nel 1955, sulla figura dell’artista e sul significato dell’arte: nessun virtuosismo sociologico, nessuna concessione al luogo comune dell’artista come sentinella del presente, ma affermazioni sulla lordura della vita.

Per William Kentridge l’artista è come un pugile (o come un pilota di Formula 1, aggiungo io): oltre agli allori, dietro l’angolo ci può essere anche il fallimento. E se non fa sua questa idea, si condanna all’integralismo.

E’ vero.  Ogni grande o piccola impresa umana, dall’imprenditore allo sportivo all’intellettuale, deve avere dentro di sé l’idea del fallimento: del resto chi non fa mai nulla, non sbaglia mai.

Ma l’altra cosa che più mi ha colpito delle dichiarazioni di Kentridge è quel riferimento alla preziosità dell’arte, che talvolta meglio di un libro di storia ci porta a toccare l’immagine di un passato che non c’è più, con sentimenti e pensieri connessi.

Saranno avvezzi ai canotti di Ai Weiwei  e al barcone di Abdel Abdessemed, ma mi chiedo quanti, della bella gente delle inaugurazioni che si riverserà alle Officine Grandi Riparazioni, vedranno i fantasmi di cui ci parla William Kentridge, fra il prosecco e il ciarlare fra potenti e sottomessi – e soprattutto fra finti potenti e reali zerbini.

In realtà anche William Kentridge alla fine vuole parlarci dei migranti e immagino che riceverà il plauso della parte migliore della società, che nel mondo dell’arte contemporanea (della provincia italiana) è spaventosamente conformista come la RAI occupata da Renzi.

I commentatori di arte contemporanea in Italia (i vari Vincenzo Trione e Helga Marsala e insomma la gente che piace alla gente che piace) sembrano, a giudicare da quel che scrivono e dove lo scrivono, autoconsapevoli di rappresentare un’eccezione culturale rispetto ai servi della gleba che si sottraggono al conformismo politicamente corretto in arte contemporanea e ho come il sospetto che nella migliore delle ipotesi siano un po’ neutralmente complici di quell’atteggiamento psicopoliziottesco della maggioranza petulante che ti dice di moderare il pensiero, l’opposizione alla quale non è poi necessariamente sinonimo di rutto libero.

E tuttavia, pur in mezzo ai cliché ai quali nemmeno William Kentridge si sottrae, quanto sono importanti le sue parole e le sue immagini in questi tempi di iconoclastia devastante!

Il tempio Baalshaminm  a Palmira distrutto dall'ISIS (Foto da un social network utilizzato dai militanti dello Stato Islamico via AP) Fonte g1.globo.com
Il tempio Baalshaminm a Palmira distrutto dall’ISIS (Foto da un social network utilizzato dai militanti dello Stato Islamico via AP) Fonte g1.globo.com

In copertina:  OGR – Officine Grandi Riparazioni By Fulvio Spada from Torino, Italy (OGR – Officine Grandi Riparazioni) [CC BY-SA 2.0 (creativecommons.org)], via Wikimedia Commons

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